Niente splende di più in una sacca di un set di ferri forgiati. C’è qualcosa di speciale nella lucentezza di quelle suole così sottili. Ma ha senso adoperarli? (10 dei 20 migliori giocatori al mondo non gioca nemmeno i true muscle-back). Quasi tutte le case costruttrici di ferri forgiati, creano un modello leggermente più facile, più perimetrale con uno sweet spot del 10-15% più ampio. Hanno comunque una linea sottile e lavorano bene la palla.
Per paragonare le performance, abbiamo testato, presso la Golf Laboratories Inc. di San Diego, un ferro 6 Bridgestone J36 blade contro un J36 cavity back, usando un robot. Con uno swing di 145km/h, le palline venivano colpite su 10 punti diversi della faccia. Nei colpi presi al centro, i blade mandavano la palla un paio di metri più lunga, ed i suoi 3,4 grammi in più della testa la facevano volare più bassa di mezzo grado con 300 rivoluzioni in più per minuto. Ma nei restanti 9 colpi fuori dal centro, i blade perdevano addirittura 6,3 metri contro i 2,7 dei cavity back. Per alcuni giocatori con precise caratteristiche, i blade potrebbero risultare migliori, ma solo se sono dei colpitori costanti. I risultati indicano che il miglior errore è l’impatto sul tacco. Con la maggior parte dei ferri, il peso della pipetta tende a portare il baricentro più verso il tacco, rendendola la parte più ‘calda’ della faccia. Un idealista direbbe che il vero valore dei blade si perde con i numeri dei robot. ‘Noi facciamo lo swing in modo diverso a seconda del bastone che usiamo’, dice Dan Stone, vice presidente Ricerca e Sviluppo alla Titleist. ‘Alcuni golfisti fanno lo swing con maggiore precisione poiché devono evitare la sensazione ed il volo di palla dei colpi fuori dal centro, facendo piccole variazioni inconsce’.
La domanda è: i golfisti devono essere bravi prima di giocare i blade, o diventano buoni giocatori adoperando i blade?
I blade di oggi somigliano ai modelli del passato, per cui un’idea sbagliata è che non abbiano avuto un’evoluzione tecnologica. ‘Adesso creiamo al computer, così ogni testa esce uniforme. Non dobbiamo costruire una serie di prototipi per indovinare il giusto peso ed il baricentro’, dice David Llewelyn, manager della Ricerca e Sviluppo della Mizuno. ‘Venti anni fa un professionista del tour doveva afferrare e scegliere tra una serie di teste per creare il proprio set. Oggi ogni set che vendiamo è in perfetto ordine e molto più facile da giocare’.
Per coloro per cui il golf è la ricerca della perfezione,
il blade esisterà sempre. Tiger li gioca. Se dovete farlo pure voi dipende esclusivamente dalla consistenza del
vostro impatto.
BRIDGESTONE
Il J36 blade e il J36 Cavity Back sono forgiati in acciaio al carbonio 1020 e hanno il Rifle Project X Flighted come shaft normale. In opzione si possono avere set misti.
(1000 euro, bridgestonegolf.com o golfacademy.it)
MIZUNO
Il sottile cut-muscle aiuta a posizionare il baricentro negli MP-67, anch’essi forgiati in acciaio al carbonio 1025E, sono gli MP-57 cavity back. (899 euro, mizunousa.com
o intergolf-italy.com).
TAYLORMADE
Rac MB TP hanno i ‘feel pockets’ per assorbire le vibrazioni, e l’r7 TP cavity back con ‘tecnologia del cono invertito’ per incrementare l’accelerazione della palla nei colpi fuori dal centro (1099 euro, taylormadegolf.com).
TITLEIST
La forma a Z dei Z Muscle Forged è creata per equilibrare il peso dal tacco alla punta. Un inserto in tungsteno nel 'dual cavity' AP-2 spinge il baricentro più in basso (999 euro, titleist.com o intergolf-italy.com).