Se vedeste uscire Excalibur dalle acque, impugnata dalla Dama del Lago, probabilmente non vi stupireste. E comincereste a guardarvi intorno, per cercare le alte mura bianche di Camelot e qualche segno del passaggio di Artù o Lancillotto. Al centro di un angolo di sogno nel cuore della Scozia, Loch Lomond è uno dei luoghi più belli che abbiamo avuto la fortuna di visitare. A circa mezz’ora di auto da Glasgow, in direzione nord-ovest, questo straordinario resort riposa sulle sponde lussureggianti di un lago (loch in scozzese, appunto) che di giorno è incredibilmente blu ma spesso si fa minaccioso quando lo spazza il vento deciso di queste latitudini. Di notte, invece, complice la luna, una sfavillante striscia d’argento può attraversarlo rischiarando quasi a giorno un panorama di incomparabile bellezza. Loch Lomond, club privato ed esclusivo per 800 fortunati soci, possiede uno dei più entusiasmanti parkland del mondo. Il 18 buche disegnato da Tom Weiskopf e Jay Morrish è sede del Barclays Scottish Open dal 1996 e da allora sul gradino più alto del podio si sono succeduti nomi di campioni quali Thomas Björn, Tom Lehman, Colin Montgomerie, Retief Goosen ed Ernie Els, che ha eletto Loch Lomond sua residenza europea. Oltre 6.500 i metri del percorso aperto nel 1994, un par 72 di clamorosa bellezza che gioca fra boschi secolari e le sponde del lago. Golf Digest l’ha classificato all’11° posto fra campi più belli del mondo al di fuori degli Stati Uniti e la rivista inglese Golf World lo ha eletto migliore percorso inland di Gran Bretagna. In più, l’unico mensile scozzese di golf, Bunkered, lo ha addirittura insignito del titolo di miglior campo scozzese in assoluto, davanti a monumenti quali St. Andrews, Turnberry, Muirfield o Carnoustie. Basterebbero forse questi dati per sottolineare il lignaggio di Loch Lomond, ma sicuramente un bell’aiuto lo possono fornire le stupende fotografie che pubblichiamo in queste pagine.

La Rossdhu House, costruita nel 1773 oggi adibita a club house.
Il record del percorso " aperto dall’inizio di aprile a novembre " è di 62 colpi e appartiene a Retief Goosen, vincitore del Barclays Scottish Open 2001. Difficile definire la buca più bella, anche se 5, 6 (la più lunga, con quasi 560 metri) e 7 offrono indimenticabili scorci del lago. Memorabile anche la conclusione alla 18, par 4 dominato dalle rovine del Rossdhu Castle, innalzate al di sopra del green, fortezza dove Maria Stuarda scrisse nel XVI secolo alcune storiche lettere d’amore. Tutte le buche hanno un nome, com’è piacevole abitudine dei più importanti campi britannici.
Il club è al centro di una tenuta di 270 ettari appartenuta al Clan Colquhoun, che ha realizzato anche la superba Rossdhu House costruita nel 1773 e oggi trasformata in un’inimitabile clubhouse ricca di storia e di fascino. Per ampliare la sua offerta, nel 2003 il circolo ha acquistato Dundonald, capolavoro di Kyle Phillips, architetto americano che ha firmato anche Kingsbarns, percorso a una decina di chilometri da St. Andrews e considerato unanimemente il più bel links moderno del mondo. Poco distante da Troon, nell’Ayrshire, e a un’ora di auto da Loch Lomond, Dundonald si distende a un drive dal mare e con i suoi magnifici 6.700 metri è una delizia per i veri intenditori di golf, che sanno apprezzare questi percorsi naturali, privi di alberi e spesso senza ostacoli d’acqua, in cui però bunker abissali e vasti cespugli spinosi di gorse dai fiori gialli rendono la vita difficile. Ad aiutarli, il proverbiale vento scozzese, alleato invisibile capace di far lievitare lo score anche al golfista più navigato. A differenza di Loch Lomond, rigorosamente riservato ai soci e ai loro ospiti, a Dundonald è possibile prenotare tee time anche per i giocatori esterni.
Accanto a queste due perle, sta per nascere un altro percorso che completerà l’offerta del club, rendendola unica al mondo. A disegnarlo è stato chiamato Jack Nicklaus, che si sta prendendo tutto il tempo necessario per realizzare una vera e propria opera d’arte golfistica, con molte buche affacciate sulle sponde del Loch Lomond. Dovrebbe essere pronta nel 2010, ma il condizionale è d’obbligo, visto che il punto d’arrivo dichiarato è quello della perfezione.
La club house
Rossdhu House è stata restaurata nel 1997. Per la sua dimensione e la raffinatezza degli interni è un vero gioiello. Due le grandi sale da pranzo, dai soffitti altissimi: tessuti scozzesi sui toni del bordeaux e del blu per quella più piccola, la stanza dei Clan, e colori chiari (verde e beige) per l’altra, con grandi finestre affacciate verso la buca 8 e il lago.
La grande sala da pranzo.
In cucina, lo chef è Darren Harrison, eletto miglior cuoco di Scozia nel 2005.
Ci sono poi il Rossdhu Bar con un’infinita scelta di liquori, (fra questi il delizioso scotch Loch Lomond, un delicato unblended di 12 anni), la biblioteca, il salone dei ricevimenti e una sala per conferenze. Grandi tele del XVIII secolo impreziosiscono gli interni, in cui troneggiano poltrone e divani d’epoca, mentre pezzi d’antiquariato, libri preziosi e tendaggi imponenti completano l’affascinante arredamento. Al secondo piano, sei suite in stili differenti e
estinate ai soci hanno nel buongusto l’unico punto in comune.
Altrettanto ricercata l’area degli spogliatoi al pianterreno, diviso con il pro shop e l’informale Spike Bar. Ma forse chiamarli “spogliatoi” appare un attimo riduttivo. Nel salone ovattato da moquette scozzese con sfondo blu, su cui sono insediati tavolini e poltrone in cuoio, troverete un angolo bar in mezzo a lucidi armadietti in mogano (ci sarà anche quello con il vostro nome, anche se siete solo ospiti). E al ritorno dalla doccia, come per magia, le vostre scarpe da golf scintilleranno in condizioni migliori del giorno in cui le avete acquistate.
Gli spogliatoi
Il resort
Sparsi nel parco e fra le buche piccoli cottage accolgono la quarantina di appartamenti riservati ai soci e ai loro fortunati invitati. Parlando di arredamento e servizi, il lusso è decisamente da albergo a cinque stelle, anche se i toni sono sempre discreti e puntano soprattutto a un grande comfort, molto intimo e riservato. Ogni cottage ad esempio dispone di un’importante sala comune, con l’area relax segnata da camino e biblioteca, affiancata da quella riservata alla colazione. Le suite sono ampie e dotate di ogni possibile comfort, a cominciare da letti alti e immensi, raggiungibili grazie a una mini-scala in legno e ricoperti da una ‘piramide’ di soffici cuscini.
Recentissima l’inaugurazione della spa situata al centro del resort e confinante con un magnifico giardino chiuso da alte mura quadrate. Lo stile della struttura è minimalista e molto sofisticato. Comprende ogni tipo di servizio e attività per l’allenamento e il wellness, da piscina coperta a bagno turco, da sale massaggi a palestra attrezzata con le più moderne macchine Technogym.
Se amate lenze e doppietta, Loch Lomond è anche una magnifica riserva per qualche battuta di caccia e di pesca, magari dopo 18 buche sul percorso di Weiskopf e Morrish. Ma anche solo passeggiare o girare in bicicletta all’interno della tenuta, in mezzo ad alberi secolari, è un’emozione che rimane fra i ricordi indimenticabili. Nella straordinaria natura di questo spicchio di Scozia, il “naufragar m’è dolce” in ogni istante della giornata. Almeno fino al triste momento di richiudere le valigie, quando si abbandona il Paradiso per tornare sulla Terra.
Il salone.
Padrone di casa a Loch Lomond è Niall Flanagan, golf-gentleman con oltre 20 anni di esperienza nella gestione di club, accumulata a St. Andrews, Dubai, Celtic Manor (la sede gallese della Ryder Cup 2010) e come direttore di torneo in vari eventi Pga. A lui il compito di rendere tutto perfetto per accogliere gli 800 membri del circolo, provenienti da oltre 40 paesi del mondo (recente l’acquisizione dei primi soci di Cina e India). Proprio per difendere questa internazionalità, è stato contingentato il numero di scozzesi e inglesi, che hanno già raggiunto la quota massima disponibile, e nuovi membri del club potranno perciò arrivare solo da oltre i confini della Gran Bretagna. Il numero massimo di soci sarà di 1.250, che potrà salire a 1.800 dopo il completamento del percorso di Jack Nicklaus, ma a patto che su ognuno dei due percorsi di Loch Lomond non si superino i 12.000 giri di campo all’anno (circa un terzo del numero normale dei più famosi campi scozzesi).
Fra i membri di Loch Lomond figurano dirigenti di alcune delle più importanti società mondiali, da ABN AMRO ad Accenture, da Barclays a BP, British Airways, Chase Manhattan, Credit Suisse, Deutsche Bank, GE, Goldman Sachs, ING, JP Morgan e così via. Incredibile anche il palmarès degli home club cui appartengono i soci che, in ordine alfabetico, partono da Augusta e arrivano a Winged Foot, passando per Ballybunion, Cypress Point, Emirates, Pinehurst, Portmarnock,
St. Andrews, Valderrama, Wentworth. Naturalmente solo
per citarne alcuni…
Per diventare Regular Member, è necessario essere presentati da un socio o da un membro del Comitato. In caso di risposta positiva è poi necessario versare un deposito di 55.000 sterline, grazie al quale anche moglie e figli fino a 22 anni possono utilizzare tutte le strutture di Loch Lomond. Gli altri parenti più stretti e i figli oltre i 22 anni potranno invece giocare gratuitamente fino a un massimo di sei volte nell’arco dei 12 mesi.
Loch Lomond è proprietà della Lyle Anderson Company (www.andersonco.com), società che prende il nome dal suo fondatore e proprietario e che ha sede a Scottsdale, in Arizona. Sei gli straordinari resort che ne fanno parte. Accanto al club scozzese figurano Hokuli’a (Hawaii, 18 buche), Las Campanas (New Mexico, 36 buche), Superstition Mountain (Colorado, 36 buche), Desert Highlands (Colorado, 36 buche) e Desert Mountain (Colorado, 108 buche). Tutti i percorsi sono stati firmati da Jack Nicklaus, grande amico di Lyle Anderson.
Per INFORMAZIONI
Loch Lomond Golf Club, Rossdhu House " Luss, by Alexandria, Dunbartonshire,
G83 8NY Scozia,
tel. 0044 (0) 1436 655555,
fax 0044 (0) 1436 655500,
www.lochlomond.com.
Il Mondo del Golf agosto-settembre 2007 |